Grazie per la gaffe…

Noterelle in margine alla traccia dell’Esame di Stato 2008.

E’ ormai ben nota la vicenda della prima traccia di analisi letteraria dell’Esame di Stato 2008. Tutto vero, quel che è uscito su giornali e siti, scandalizzati dall’errore di chi ha costruito la prova su Montale. Il destinatario di “Ripenso il tuo sorriso” non è una donna, ma un ballerino russo, Boris Kniaseff. E quindi questo ruolo salvifico della donna in Montale (peraltro non presente ancora in“Ossi di seppia, la prima raccolta del poeta ), era difficilmente spiegabile dai poveri maturandi …
Ma la gaffe ha avuto anche qualche merito. Anzitutto, per almeno due giorni, giornali, tv , internet hanno parlato di “quella” poesia, di poesia. E questo non accade spesso. Ci voleva proprio un errore…
Va anche detto che i commenti hanno spesso sfiorato il ridicolo. Tra i primi, l’identificazione del fantomatico K. cui è dedicato il testo. “La poesia è dedicata ad un compagno di scuola”;”no, ad un amico…” “Montale non ne ha mai parlato; si era in piena epoca fascista, e sarebbe subito stato tacciato di omosessualità. “La poesia non è d’amore, ma di amicizia”. E a questo punto i commenti di Grillini, Arcigay, e dell’ex parlamentare Vladimir Luxuria: finalmente anche lo stato ha “sdoganato" gli omosessuali! E via con un elenco di poeti , a partire dal più grande, Leopardi . Poi , a stretto giro di intervista, interviene, irritata, la poetessa Spaziani, a lungo compagna di Montale. “E’ un ballerino russo, lo ha visto una sola sera, a teatro. Non ha mai avuto contatti con lui.. Chissà se ha avuto fortuna. No, non abbiamo mai parlato di quella poesia , anche se è una delle mie preferite.” Forse agli autori della traccia bastava l’edizione economica Mondadori (“a K. - Boris Kniaseff, ballerino russo attivo in Italia in quegli anni, conosciuto da Montale a casa dell'amico Francesco Messina.") …
Insomma, una violenta irruzione della biografia nella poesia.
E forse è questo il punto.
Forse il testo poteva essere l’occasione per una riflessione sul rapporto tra biografia e poesia, che spesso gli studenti fanno coincidere. E’ vero, la poesia è “scavata nella vita, come un abisso”; ma da questo abisso nasce “una limpida meraviglia”. E’ la parola, che lo fa fiorire. E’ dalla parola, dal ritmo, dalla musica segreta di una poesia che il particolare si fa universale, che la vicenda biografica assurge a paradigma dell’umanità intera. Una volta scritta, la poesia non è più del poeta: è di tutti.”Sono altri e non lui, i lettori, che stanno per creare se stessi nel ricreare l’opera poetica "(Octavio Paz, premio Nobel per la Letteratura).
Nel testo questo limpido sorriso che rasserena può ricordare a ciascuno una immagine di bellezza, sia essa femminile o maschile. Può far emergere il ricordo di un amore passato, richiamare in vita l’espressione di una persona cara , il cui sorriso è racchiuso nel nostro cuore,o di qualcuno che ha solo sfiorato per un attimo, con ala di gabbiano, la nostra vita. Peraltro a me, che a dir la verità non conoscevo i risvolti biografici di questo testo, ha colpito il richiamo finale della poesia alla “giovinetta palma”. La raffinata intertestualità di Montale comporta numerosi, impalpabili echi letterari, da Dante a Petrarca, solo per fare due nomi. Per esempio, gli studiosi parlano qui di “lauro giovenetto et schietto “, come Petrarca definisce Laura,con questa ambiguità maschile/femminile. Ma per me la palma giovinetta è Nausicaa. Quando, nel libro VI dell’odisssea, Odisseo incontra la fanciulla , figlia del re dei Feaci, e le chiede aiuto ed ospitalità dopo il naufragio subito, “Beati tuo padre, tua madre e i tuoi fratelli”-dice Omero- il loro cuore è tenero di gioia per te, quando vedono un simile virgulto che muove alla danza.”
Ecco le parole di Odisseo:
“Infatti non vidi mai una tale creatura mortale coi miei occhi,
né uomo, né donna: stupore mi prende a guardarti.
A Delo una volta presso l'altare di Apollo
un giovane fusto di palma vidi levarsi:
andai infatti anche là, e molta gente mi seguì,
nel viaggio in cui mi dovevano avvenire tristi sventure.
Così ugualmente vedendo anche quello restai stupito nell'animo
a lungo, poiché mai fino ad allora una tale pianta si era innalzata da terra,
come te, o donna, ammiro e resto incantato
…”
Un inno alla bellezza, alla grazia, alla flessuosità da danzatore, alla giovinezza…ma anche il ritratto di un'anima inquieta...

Ripenso il tuo sorriso, ed è per me un'acqua limpida
scorta per avventura tra le petraie d'un greto,
esiguo specchio in cui guardi un'ellera i suoi corimbi;
e su tutto l'abbraccio d'un bianco cielo quieto.

Codesto è il mio ricordo; non saprei dire, o lontano,
se dal tuo volto s'esprime libera un'anima ingenua,
o vero tu sei dei raminghi che il male del mondo estenua
e recano il loro soffrire con sé come un talismano.

Ma questo posso dirti, che la tua pensata effigie
sommerge i crucci estrosi in un'ondata di calma,
e che il tuo aspetto s'insinua nella mia memoria grigia
schietto come la cima d'una giovinetta palma...
Montale, Ripenso il tuo sorriso

Tanto è stato detto di questo errore del Ministero. Ma a volte anche dagli errori si può imparare. E allora, in classe, questo testo, corredato da relativa gaffe, può essere davvero una occasione ...

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