Ridere sul serio. La commedia di Aristofane (2)

Ricordi la guerra contro l’Iraq? Ricordi quanti esponevano, alle finestre o sui balconi, la bandiera della pace? Quella con tutti i colori dell’arcobaleno? Sei anche tu di quelli che l’hanno esposta? Sai, l’idea non è del tutto nuova…

Anche le donne greche durante la guerra del Peloponneso che opponeva le due più importanti città, Sparta e Atene, volevano fare qualcosa per la pace… Ma la loro idea è stata decisamente più…particolare! Volendoci scherzare un po’ su, come fece Aristofane (il più grande autore della commedia antica) potremmo dire che le donne ateniesi e spartane esposero la… mutanda della pace… (?!) Si, hai letto bene! Insomma, decisero di rifiutare ogni rapporto sessuale con i mariti , finché questi non avessero smesso di combattere.

Uno sciopero dell’amore in piena regola, con le conseguenze che si possono immaginare…

“Se il sublime Eros e la dolce Afrodite moltiplicheranno il il fascino delle belle nostre forme e il profumo dei nostri tesori, e induriranno dolorosamente quello che solo da’ valore al maschio, in poco tempo ci verrà a trovare la Pace.” (Aristofane, Lisistrata)


Lisistrata è decisa ad ottenere la pace e con qualche difficoltà riesce a fare approvare il piano. Poi le tocca trattenere alcune compagne che tentano la diserzione, colpite dalle insistenze maschili.

"E perché, io? Quando cerco di addormentarmi, non appena chiudo gli occhi, vedo mio marito che con una piccola carotina in mano mi fa: "Vieni, vieni dal padroncino tuo che ti dà la carotina." CLEONICE - Che bello! E dopo che succede? LISISTRATA - E basta! So bene quello che sentite. Non sono donna anch’io? Ma consoliamoci pensando a quello che in questo momento prova il nemico. E' chiaro che le notti dei nostri uomini sono peggiori delle nostre, e gli in

cubi se li divorano: di sopra e di sotto. Quindi dobbiamo resistere.." (Aristofane, Lisistrata) Ma sono gli uomini ad avere la peggio… ridotti all’astinenza, in preda all’esasperazione e incapaci di calmare i… bollenti spiriti, cedono. Dialogo tra Cinesia, il marito, e Mirrina, la moglie: CINESIA Preparati. - Sono già di fuoco. MIRRINA - Però manca la stuoia! Ne devo prendere almeno una. CINESIA - Odio le stuoie! E’ roba da asini. Spogliati! MIRRINA - No! E’ da bestiacce farlo sulle cinghie. CINESIA - Ma io lo farlo sulle cinghie. CINESIA - Ma io lo voglio fare sulle cinghie, sui cardi, sulle ortiche, se è necessario. Ed ora è molto necessarissimo! Fatti baciare, fagottino di sapore concentrato. MIRRINA - Fai pure. (Divincolandosi, Mirrina, riesce a far baciare a Cinesia la propria mano) CINESIA - Che sapore. Che dolce.Che Che caramella. (Mirrina esce) Torna presto con la stuoia, che non ce la faccio più. Adesso basta! Basta! Sdraiati immediatamente sulla linea di partenza e taci. MIRRINA - Hai ragione, povero caro. Ecco, ecco; vado a levarmi le scarpine e torno subito, subito, subito.... da te; per te. Però ricordati bene questo: la pace; la pace prima di ogni cosa. La pace… Che cosa devi pensare? CINESIA – La pace, la pace… (Murrina esce) Si, si. Si! Si!! (lunghi attimi di attesa) Mirrina!? Ma perché non viene? Mirrina. Mirrina!!! Mi stuzzica, mi accarezza,, mi infuoca ancor di più, m'attizza come brace ardente e....e poi se ne va! E non torna più!!? Ahi! Mamma mia, come brucia! Mirrina! Mirrina!!! E adesso?! Ahi, ahi! Che mi può succedere di peggio a questo punto? Adesso che il tesoro più prezioso della vita mia mi ha abbandonato? Chi mi proteggerà da questa bestia inferocita, che già mi morde tutto il ventre! Ahiahiahi! E come faccio a tenerla a bada?"(Aristofane, Lisistrata)

Alla sua maniera, dunque, Aristofane tocca un tema scottante e delicato, quello della guerra. Cosa da uomini, secondo gli Ateniesi. O degli istinti più bassi degli uomini?

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